Il Microbioma Cutaneo: La "Foresta Pluviale" sulla Tua Pelle. 3 Modi per Nutrirlo (e Non Distruggerlo)
- meri tassone
- 24 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Guardati allo specchio. Cosa vedi? Probabilmente vedi i tuoi tratti, qualche imperfezione che vorresti cancellare, forse i segni del tempo. Io, quando osservo una cliente nel mio istituto ad Asti, vedo qualcosa di diverso.
Vedo un universo.
La scienza ci dice che non sei un'entità isolata. Sei un "Olobionte", un super-organismo composto dalle tue cellule umane e da trilioni di microrganismi che ti abitano. Sulla pelle del viso, questa comunità non è un semplice passeggero, ma un partner essenziale che regola l'immunità e l'invecchiamento. Questo è il tuo microbioma cutaneo.
Immaginalo come una foresta pluviale lussureggiante. Quando questa foresta è in equilibrio (omeostasi), la pelle è radiosa e protetta. Quando la disboschiamo con trattamenti aggressivi, arriva il deserto: rossori, secchezza, invecchiamento precoce.
Io sono Meri e non vendo semplici "pulizie del viso". Vendo l'accesso a un'identità precisa: quella di chi non fa la guerra alla propria pelle, ma stringe con essa un'alleanza strategica. Ecco come passare dalla distruzione alla "rinascita" del tuo capitale biologico.
Perché il microbioma cutaneo non va eliminato (l'errore della sterilità)
Per anni ci hanno venduto l'idea della sterilità assoluta. "Pelle pulita" significava pelle "vuota". È stato un errore madornale. La ricerca dimostra che la salute della pelle non è definita dall'assenza di microbi, ma dal loro equilibrio.
Sul tuo viso lavorano instancabilmente dei guardiani silenziosi:
I Pacificatori: Come lo Staphylococcus epidermidis, che aiuta a produrre ceramidi fondamentali per prevenire la disidratazione e l'invecchiamento.
I Difensori: Come alcune varianti del Cutibacterium acnes. Sì, hai letto bene. In condizioni sane, questo batterio produce acidi grassi che mantengono il pH acido, impedendo ai patogeni cattivi di attaccarti.
Quando vedo clienti ad Asti con la barriera distrutta, spesso il colpevole non è la genetica. È l'eccesso di zelo. L'igiene eccessiva rimuove i patogeni, ma la sterilità rimuove le tue difese naturali.

3 Strategie per il "Rewilding" del tuo Microbioma Cutaneo
Il "Rewilding" è il ripristino ecologico del tuo viso. Non serve magia, serve scienza applicata con metodo.
1. Detersione per Affinità, mai per Contrasto
Il primo gesto è quello che fa più danni. Molti detergenti commerciali contengono SLS (Sodio Lauril Solfato). Puliscono? Sì. Ma sgrassano troppo, alterano i lipidi e alzano il pH, favorendo i batteri cattivi.
La donna che sceglie l'eccellenza usa detergenti fisiologici. Nel mio metodo, utilizziamo detergenti (come le formule professionali Natinuel Clean Physio o i Cleanser domiciliari specifici) che rispettano il film idrolipidico. Studi indicano che l'uso di detergenti a basso pH non altera l'equilibrio dell'ecosistema. Se la pelle "tira" dopo esserti lavata, hai appena attaccato i tuoi alleati.
2. Rispetta il "Mantello Acido"
Il microbioma cutaneo ama l'acidità. Il pH ideale del viso è tra 4.5 e 5.5, un "mantello acido" che seleziona i batteri buoni e blocca quelli nocivi come lo Staphylococcus aureus.
Ecco perché nel mio istituto ad Asti utilizzo protocolli basati su Poli-idrossiacidi (PHA) o Acido Mandelico (come nel Poli Soft o Mando Complex). Questi non servono solo a "spellare", ma acidificano la pelle supportando i commensali acidofili. È bio-chimica applicata alla bellezza.
3. Nutrire, non Uccidere: La Svolta dei Postbiotici
Dimentica l'idea di mettere "yogurt vivo" sulla faccia (potrebbe scatenare reazioni immunitarie!). La vera frontiera scientifica per nutrire il microbioma cutaneo sono i Postbiotici.
Cosa sono? Sono i "messaggi" chimici (enzimi, peptidi, lisati fermentati) che dicono alla tua pelle: "Tutto va bene, rilassati, produci collagene". Ingredienti come i lisati di fermenti riducono l'infiammazione e rinforzano la barriera senza i rischi dei batteri vivi.
Domande Frequenti sul Microbioma Cutaneo (FAQ)
Il microbioma influenza davvero le rughe? Assolutamente sì. Studi hanno dimostrato che donne con un microbioma "giovane" (ricco di batteri commensali specifici) hanno meno rughe rispetto a quelle con un microbioma alterato, indipendentemente dalla loro età cronologica.
Quanto tempo serve per riparare un microbioma danneggiato? Il ripristino non è immediato. La fase acuta di riparazione della barriera fisica richiede 2-4 settimane, ma per stabilizzare le comunità microbiche possono servire da 1 a 3 mesi di trattamento costante e delicato.
L'alimentazione influisce sui batteri del viso? C'è un collegamento diretto chiamato "asse intestino-pelle". Una dieta ricca di zuccheri causa picchi di insulina che aumentano la produzione di sebo, alterando l'ambiente per il microbioma cutaneo e favorendo l'acne.
Il Tuo Prossimo Passo verso l'Eccellenza
Non accettare una pelle che è "solo pulita". Pretendi una pelle viva, reattiva, capace di difendersi. Se sei stanca di tentativi fai-da-te che lasciano la pelle irritata e vuoi un approccio scientifico, basato sul rispetto della tua biologia, io sono qui per questo.
Il mio compito non è venderti una crema miracolosa, ma costruire con te il protocollo che rispetta la tua identità di donna che non accetta compromessi.
Vuoi scoprire lo stato di salute del tuo microbioma cutaneo? Ti aspetto nel mio istituto ad Asti per una consulenza avanzata. Analizzeremo insieme cosa sta "soffocando" la tua pelle e come farla tornare a respirare.





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